Frati: entro un anno la Sapienza non sarà in grado di pagare gli stipendi!

Ecco una notizia che dovrebbe risvegliare le coscienze assopite!

Le dichiarazioni di Frati

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2 Responses to Frati: entro un anno la Sapienza non sarà in grado di pagare gli stipendi!

  1. Francesco ha detto:

    C’é un passaggio che non mi è chiaro e chiedo a te e ai tuoi lettori di aiutarmi a chiarirlo:

    Il metodo del rettore è chiaro: fare di più e meglio della Gelmini, e chiedere in ‘cambio’ risorse. Altrimenti…si chiude ‘bottega’ e si fa gestire il mostro a qualche funzionario del ministero.

    Se sono contrario alla “Gelmini”…dovrei essere contrario alla cura “Frati”. Dare forfait e invocare il commissariamento, dispiegando una ‘lunga marcia’ contro la contro-riforma.

    Oppure, si costruisce un fronte consociativo, si partecipa al metodo e si offre il proprio contributo. E si vanno a “vedere” le carte dell’avversario.

    Ora, dagli accademici non mi aspetto una strategia politica (stanno ancora cercando di capire che fine hanno fatto gli atenei federati 🙂 ) ma dai sindacati (sopratutto dalla CGIL) mi aspetto un po’ piu’ di chiarezza e di lucidità.

    • renatofoschi ha detto:

      Questo è il documento della CGIL sul ddl Gelmini e attualmente è forse il miglior documento scritto sull’argomento.

      http://www.flcgil.it/content/download/70040/453935/version/1/file/Il+commento+della+FLC+Cgil+al+DDL+Gelmini+sull%5C%27Universit%C3%A0+-+18+novembre+2009.pdf

      Personalmente penso che questo non sia un governo all’altezza degli obiettivi che dice di voler raggiungere.

      Credo che il ddl sia un documento oscuro e che faccia la stessa fine della legge Moratti ovvero tanto rumore per nulla (passato in forma molto diversa e senza decreti applicativi mai completamente applicato).

      Non penso che la miglior strategia sia quella della discussione sul ddl Gelmini ma sia quella di cercare di cambiare il governo dell’università e del paese.

      Purtroppo so di essere attualmente in minoranza ma credo che se l’attuale governo vuole metterci alla corda faccia pure perché così nel medio termine andrà certamente all’opposizione. Non voglio dargli una mano perché dalle rape non si estrae il sangue.

      I dati dell’ OCSE sono tutti li a dimostrare che la nostra università e la nostra ricerca ha bisogno di risorse e di riforme.

      Fate un giro in questo sito è controllate tutti i dati OCSE

      http://www.oecd.org/statisticsdata/0,3381,en_2649_39263238_1_119656_1_1_1,00.html

      Vi accorgerete che l’Italia spende molto poco (rispetto agli altri paesi ad avanzato capitalismo) sia per la ricerca e l’università, sia come quota procapite per studente e ha un numero di docenti per studenti molto basso (ovvero molti studenti e pochi docenti). Se poi ci aggiungiamo che il nostro è il pasese con un numero infimo di laureati (e non parlo di dottori di ricerca) …il quadro è piuttosto oscuro.

      La ricetta dell’attuale governo:

      niente risorse (bloccate ormai da una ventina di anni sostanzialmente secondo una logica bipartisan) e quel poco che c’è spartito secondo logiche che si vogliono far apparire meritocratiche ma che non lo sono.

      ddl fatto di riforme non concertate con la base e procastinate a decreti applicativi fantasma.

      dicastero dell’università e della ricerca considerato non strategico (accorpato a quello dell’istruzione) e occupato da un giovane avvocato senza dottorato di ricerca né esperienze di ricerca o di insegnamento universitario.

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