Proposta per riduzione fasce della docenza da parte dell’associazione “20 maggio” del Partito Democratico

Ricevo e pubblico una interessante proposta dell’Associazione “20 Maggio” riguardante la riduzione delle fasce della docenza che non eliminerebbe i ricercatori ma metterebbe come ruolo ad esaurimento la seconda fascia.

L’associazione 20 Maggio, composta da giuslavoristi del PD (parlamentari, intellettuali e attivisti), è una associazione che prende il nome in ricordo di Massino D’Antona (ucciso il “20 maggio” del 1999- il 20 maggio del 1970 è inoltre il giorno dello statuto dei lavoratori) ed è un think tank del PD in merito alle politiche del lavoro.

Nella proposta si spiega, in modo a mio avviso convincente, la razionalità insita in questo tipo di scelta.

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Proposta per la riduzione delle fasce

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2 Responses to Proposta per riduzione fasce della docenza da parte dell’associazione “20 maggio” del Partito Democratico

  1. tiziana ha detto:

    Noto con sorpresa l’assenza di un qualsiasi riferimento al nuovo riassetto dei Dipartimenti e delle Facoltà votata dal senato accademico. La riorganizzazione dell’intero ateneo prevede la riduzione dei dipartimenti dagli attuali 105 a circa 50 e la riduzione delle facoltà dalle attuali 23 a 12. La Facoltà di Psicologia neanche riunita ha i numeri per rimanere come facoltà autonoma.
    Vorrei avere un tuo commento.

    • renatofoschi ha detto:

      Cara Tiziana

      il punto è brevemente questo.

      Il rettore di Sapienza, così come altri in Italia, sta tentando di anticipare la riforma Gelmini.

      Questa operazione è ingegneristica nel senso che gli accorpamenti si decidono più sui numeri che sulla cultura di una istituzione.

      Ti faccio un esempio il dipartimento di neuropsichiatria sarà riaccorpato perché ha solo 25 strutturati …ora questo è un dipartimento prestigioso e però dovrà perdere la propria identità perché non ha i “numeri”.

      Con un metodo fra l’ingegneristico e il ragionieristico -che non considera le culture organizzative negli accorpamenti- si possono produrre molti danni più che risolvere i problemi.

      Il mio parere sarebbe quello di non anticipare la riforma anche perché la partita politica al parlamento è aperta e la stessa Gelmini ha opposizioni all’interno della stessa maggioranza (On. Valditara). Anticipandola finisce che ci troviamo spiazzati sul testo effettivo della legge (semmai passerà).

      Ciò detto per quanto riguarda la Sapienza e psicologia.

      Mi pare che i dipartimenti di psicologia rimangano così come sono ma è, sappiamo tutti, aperta una partita sulle facoltà.

      In Facoltà 1 c’è stata un’assemblea alla fine del CdF che ha deciso di attendere fino a marzo-aprile e vedere come evolveranno le questioni legate a tutti i dipartimenti della Sapienza, alle afferenze, ai numeri in gioco e al nuovo statuto (come si può decidere se non sappiamo il ruolo preciso delle nuove facoltà e dei nuovi consigli di facoltà nel nuovo statuto?), sempre alla fine del CdF si è decisa l’isituzione di una commissione composta dagli emeriti della facoltà.

      Ad ogni modo ti dico la mia posizione. Ad oggi Psicologia ha ottimi indici di produttività sia scientifica che didattica e siamo richiesti sia da filosofia che da medicina2 (è stato spiegato dalla Preside in assemblea).

      Ci siamo fatti un lavoro immane e adesso siamo una delle migliori realtà della Sapienza.

      Gli indici di filosofia sono buoni sostanzialmente quanto i nostri (e in alcune cose migliori). Gli indici di medicina2 non si conoscono perché è una facoltà relativamente nuova.

      Filosofia nelle classifiche internazionali è, con fisica, una delle facoltà migliori della Sapienza (vedi http://www.topuniversities.com); vai a trovare medicina in topuniversity (classifiche del Times).

      Per giunta in tutto il mondo i dipartimenti di psicologia (e spesso anche quelli di neuroscienze!) sono autonomi dalle scuole di medicina. Se prendi i ranking del United States National Research Council vedrai che nelle migliori università americane psicologia è sempre in una facoltà diversa da medicina. In Europa la situazione è simile con la sola eccezione di Oxford dove il dip. di “psicologia sperimentale” è nella scuola di medicina.

      Concludo il mio parere è che l’operazione per noi più indolore, quella che per me alla lunga ci porterà beneficio e maggior prestigio (e in linea con le tendenze internazionali e …nazionali) è l’accorpamento con Filosofia (magari con la presenza di alcuni dipartimenti ad hoc presi da med2). Medicina ha una cultura organizzativa molto diversa dalla nostra e una storia dalla quale ci siamo emancipati circa un centinaio di anni or sono. Ma questo è solo il mio parere da storico della psicologia e da psicologo.

      Per quanto riguarda il fatto che non ho dato risalto alla cosa sul blog …il riaccorpamento non è criticabile “in sé” forse il processo lo è per le ragioni politiche suesposte ma finché non ci saranno documenti ufficiali non faccio una campagna di caccia alle streghe.

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